IL VANGELO NON E’ SOCIALISTA

€15.00

in: Libri libertari

AUTORE: WILLHELM RöPKE A CURA DI CARLO LOTTIERI DESCRIZIONE: All’interno della cultura del Novecento, Wilhelm Röpke fu interprete di un liberalismo di mercato dalla netta caratterizzazione morale. Impegnato per decenni nella lotta ai totalitarismi, lo studioso tedesco insistette a più riprese sull’idea che la società liberale è del tutto impensabile senza una comprensione delle sue […]


AUTORE: WILLHELM RöPKE

A CURA DI CARLO LOTTIERI

DESCRIZIONE:

All’interno della cultura del Novecento, Wilhelm Röpke fu interprete di un liberalismo di mercato dalla netta caratterizzazione morale. Impegnato per decenni nella lotta ai totalitarismi, lo studioso tedesco insistette a più riprese sull’idea che la società liberale è del tutto impensabile senza una comprensione delle sue basi morali. Negli scritti raccolti in questo volume Röpke enfatizza come l’economia libera poggi su quei principi sovra-economici che ci obbligano a rispettare il prossimo e, di conseguenza, a difendere la stessa libertà economica. Notevole spazio viene quindi dato alla critica di quanti, sulla base di interpretazioni semplicistiche e fuorvianti, hanno voluto vedere nel messaggio evangelico la giustificazione per politiche interventiste e liberticide. Critico spietato di John Maynard Keynes, in vari saggi egli sottolineò – anche sulla base della lezione teorica “austriaca” – le debolezze di un pensiero economico che muove da un modello meccanicistico e da ipotesi che sottovalutano il ruolo del tempo. Ma la sua opposizione all’interventismo proviene soprattutto dall’ispirazione cristiana del suo pensiero sociale: dalla sua determinazione a proteggere la dignità dei singoli. Per Röpke, la società di mercato è l’unica davvero compatibile con la grande eredità umanistica dell’Occidente cristiano, che è intimamente violata e offesa da ogni forma di pianificazione e interventismo. E la libertà autentica non è l’arbitrio di quanti si sentono autorizzati a fare qualunque cosa, ma al contrario l’agire responsabile di chi sa riconoscere – innanzi tutto – la proprietà e quindi la libertà altrui. Wilhelm Röpke, nato nel 1899 a Schwamstedt (in Germania) e morto a Ginevra nel 1966, meno che ventenne fu chiamato alle armi e la Grande Guerra lasciò su di lui un segno profondo. Nel 1919 abbandonò le proprie giovanili convinzioni socialiste grazie alla lettura di Mises, di cui sarà anche collega a Ginevra, dopo che l’avvento del nazismo l’aveva costretto a emigrare. In questi anni è fortemente impegnato nella critica del fascismo e delle teorie keynesiane (“Crisi e cicli”, 1936). Il dopoguerra lo vede tra gli ispiratori del miracolo economico tedesco e sono di questo periodo alcune delle sue opere maggiori: “Civitas Humana” (1948), “La crisi sociale del nostro tempo” (1950) e “L’economia di una società libera” (1963). In copertina: Wilhelm Röpke

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