LA FINE DELL’ECONOMIA

€15.00

in: Libri libertari

AUTORE: SERGIO RICOSSA PREFAZIONE DI ENRICO COLOMBATTO DESCRIZIONE: È un vero classico contemporaneo, questo che l’Istituto Bruno Leoni riedita a vent’anni di distanza dalla sua prima pubblicazione. La fine dell’economia. Saggio sulla perfezione testimonia la straordinaria abilità con cui Sergio Ricossa sa indagare le questioni economiche in ogni loro implicazione teorica: accettando di affrontare gli […]


AUTORE: SERGIO RICOSSA

PREFAZIONE DI ENRICO COLOMBATTO

DESCRIZIONE:

È un vero classico contemporaneo, questo che l’Istituto Bruno Leoni riedita a vent’anni di distanza dalla sua prima pubblicazione. La fine dell’economia. Saggio sulla perfezione testimonia la straordinaria abilità con cui Sergio Ricossa sa indagare le questioni economiche in ogni loro implicazione teorica: accettando di affrontare gli interrogativi filosofici e perfino teologici che spesso le discussioni sulla moneta o sul valore finiscono per portare alla luce. La fine dell’economia è un’aperta denuncia del tipo di economia politica che ha dominato il Novecento, all’insegna della pianificazione, dell’inflazionismo keynesiano e socialdemocratico, della volontà di regolamentare tutto il regolamentabile. Nell’esaminare il continuo rattrappirsi degli spazi di libertà individuale, Ricossa riconduce la quotidiana hybris dell’economista ad una visione filosofica ben precisa: il perfettismo. Programmazione e redistribuzione, allora, sono il prodotto di mitologie moderne (ma in parte sempiterne) volte a negare i limiti stessi dell’uomo. Figlia dell’incapacità a cogliere la grandezza dell’umano proprio nella sua miseria, l’ambizione alla perfezione si traduce così nella costruzione ingegneristica di un mondo dove, senza margini di libertà, le opportunità di crescere e arricchirsi, ma anche di vivere e imparare, vanno scomparendo. Sergio Ricossa, nato a Torino nel 1927, è il più eminente studioso liberale italiano del nostro tempo. Economista assai scettico di fronte ad ogni forma di interventismo e lucido critico delle tesi di John Maynard Keynes e Piero Sraffa, ha insegnato presso l’Università degli Studi di Torino, attività cui ha alternato quella di saggista e commentatore, soprattutto per «Il Giornale». Oltre al monumentale “Dizionario di economia” curato per la Utet (1982), tra le sue opere più apprezzate vanno ricordate: “Storia della fatica” (Armando, 1974), “Straborghese” (Editoriale Nuova, 1980), “Teoria unificata del valore” (Giappichelli, 1981), “Impariamo l’economia” (Rizzoli, 1988), “I pericoli della solidarietà” (Rizzoli, 1993), “Maledetti economisti” (Rizzoli, 1996), “Da liberale a libertario” (Leonardo Facco, 1999). È Presidente onorario dell’Istituto Bruno Leoni.

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